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Relazione tra la la cultura Finlandese
e il design di Alvar Aalto
L'architettura e il design dei paesi scandinavi, per molti aspetti hanno matrici
e destino simili a quelli degli altri centri europei, poiché rientrano,
pur con le loro particolarità, nel movimento Moderno; per altri, sembrano
seguire un processo e perseguire degli obiettivi sensibilmente diversi da
esso.
Principali fattori della loro diversità possono considerarsi: il non
aver assunto come referente la << macchina >> , il non aver seguito
la mimesi formale-concettuale della realtà industriale, così come
avevano fatto i razionalisti e segnatamente Le
Corbusier; la mancata frattura
fra artigianato e industria; la volontà di non smentire la proprio tradizione
ma piuttosto quella di continuarla; l'uso prevalente di alcuni materiali, specie
il legno di cui avevano grande abbondanza, ecc.
Gli scandinavi hanno rivendicato al design degli oggetti
domestici, dal mobile alla suppellettile, un posto a parte
nel più vasto orizzonte del disegno
industriale;
non solo, ma hanno assunto come referente dei loro progetti
la natura, della quale, grazie alla macchina e alla stessa
mano dell'artigiano, hanno scoperto la morfologia più inedita
e segreta. Ecco allora che le lampade Alvar Aalto non sono
più i meccanici apparecchi per illuminazione del
Bauhaus ma oggetti che, muniti di schermi e diffusori tendono
a fondere la luce artificiale con la naturale luminosità nordica.
La componente << progetto >> del design scandinavo
non può esaurirsi , come potrebbe essere spontaneo
sostenere, nella tecnologia del legno.
Questa gioca un ruolo evidentemente primario nella determinazione
del prodotto sia in fase ideativa che esecutiva, ma l'interesse
per il legno precede la stessa lavorazione, e va ricercato
a partire dall'originaria morfologia del materiale, da
una proprietà cioè che precede la sua tecnica
conformazione; analogamente uno stesso interesse va ricercato
nell'idea di forma che precede la fabbricazione di ogni
oggetto quale che sia il suo materiale.
Influenze nel design di Alvar Aalto
Alvar Alto. Infatti troviamo in Aalto, ma lo stesso vale
anche per architetti e designers danesi e svedesi, l'idea
di una forma realizzata nelle opere più dissimili
e coi materiali più diversi: la serpentina dell'edificio
della Baker
House si può considerare simile a quella
di alcuni vasi di vetro, come pure la giunzione a ventaglio
del legno compensato di un mobile ritorna del tutto analoga
nei nodi strutturali della chiesa di Imatra.Un altro significativo
aspetto del design di questi paesi nordici sta nella continuità della
tradizione, che si verifica in un doppio senso. Il primo
riguarda il legame tra i grandi orientamenti artistico-culturali:
il classicismo, il << romanticismo nazionale >> ,
le influenze viennesi, da un lato, e il più moderno
funzionalismo organico, dall'altro. Il secondo legame con
la tradizione va visto nella continuità fra l'antica
produzione popolare e quella più colta e moderna.
Un ulteriore aspetto della componente << progetto >> del
design scandinavo è la presenza in esso di una terza
categoria di artefici: accanto agli esperti mobilieri,
ai designers, vanno registrati gli architetti-designers.
La loro presenza è tanto più significativa,
infatti da Asplund ad
Alvar Aalto, si verifica che i loro oggetti di design nascano,
almeno fino agli anni più recenti
(nel caso del maestro finlandese), come elementi d'arredo
concepiti in occasione di specifiche realizzazioni architettoniche.
Buona parte dei mobili ed oggetti di Aalto furono realizzati,
o trovarono lo spunto, nella costruzione della biblioteca
di Viipuri, del sanatorio
di Paimio, della villa
Mairea.
E ciò non solo come evento occasionale, ma in risposta
ad una precisa esigenza dell'architetto-designers. Come è stato
osservato, << l'interesse di Aalto per l'oggetto
di arredo investe una problematica formale e il suo rapporto
con il comportamento e le reazioni dell'uomo, prioritaria
rispetto alle particolari soluzioni d'esecuzione richiesta
dal progetto o alle successive scelte di diffusione del
prodotto. L'oggetto aaltiano, quindi, progettato per ambienti
specifici non è interessato ad una serializzazione,
nel senso corrente della parola, e prevede una possibilità di
standardizzazione legata unicamente alle componenti progettuali.
Non si persegue più l'oggetto emblema, ma l'oggetto
pensato in ragione di un'architettura e di un rapporto
dialettico fra l'uomo e l'ambiente.
Tutte le componenti d'arredo di Aalto nascono pertanto
per un preciso edificio, per una determinata committenza >> .
Un passo avanti verso la più moderna industrializzazione
del mobile fu compiuto dalla vecchia ditta Hansen (fondata
nel 1872) che nel 1934 ottenne i diritti esclusivi per
i mobili in tubo d'acciaio prodotti dalla Thonet; questa
lavorazione fu adatta alla realizzazione di mobili componibili
che divennero presto molto richiesti per la loro funzionalità e
basso prezzo.
Il designer Aalto ed il legno compensato
Ma se l'introduzione, accanto al legno, dei sostegni metallici
portò ad una maggiore serialità del prodotto,
presto diffusasi anche in Svezia, ciò produsse un
inevitabile avvicinamento dell'industria
scandinava a quella
informata allo Stile Internazionale (international
style)
. Perché la
produzione di questi paesi nordici ritrovi la sua più autentica
espressione, legata all'impiego totale del legno, bisogna
giungere alle ricerche di Aalto sul legno
compensato. Prima
di approdare alla tecnica del compensato, Aalto si ispira
a Thonet, alle sedie in tubolare metallico di Mart Stam
e di Breuer; poi studio e procedimento per la fabbricazione
degli sci, fino a toccare il punto tecnicamente più alto
del suo primo periodo: la piegatura
del legno non solo
con il vapore, come aveva fatto Thonet,
ma utilizzando l'umidità naturale del legno
di betulla finlandese (esperienze che risalgono all'arredo del sanatorio
di Paimio del 1930). L'acquisizione della tecnologia più adatta
per lavorare il legno compensato e il fatto stesso che
la Finlandia , già nel 1912,
aveva raggiunto il primo posto nella produzione di questo
materiale, sia pure per lastre piane, consentirono ad Aalto
di sperimentarlo nel modo più agevole ed efficace.
Il più famoso modello realizzato con questa tecnica è la
poltrona del 1935, in cui sedile e schienale sono ricavati
da un'unica lastra di compensato curvato, collegata a due
strisce più spesse di legno laminato, a forma di
U, aperte sul lato posteriore della poltrona in modo da
realizzare quello sbalzo che aveva reso elastici i modelli
di Stam, di Breuer e di Mies
van der Rohe.La continuità (caratteristica
morfologica di tutto il disegno del maestro finlandese)
si deve, pertanto, non solo all'impiego di uno stesso materiale,
quanto all'elasticità che esso intrinsecamente possiede
e di conseguenza alla forma che ne deriva. Assai significativa,
specialmente per ragioni tecniche e produttive, è l'evoluzione
dei suoi sgabelli. Quelli disegnati negli anni Trenta hanno
i sostegni nelle solide bande di compensato
curvato e il
sedile circolare chiaramente sovrapposto ad esse; quelli
disegnati negli anni Cinquanta hanno i sostegni di elementi
compensati ma composti in modo da aprirsi superiormente
a ventaglio tanto da formare il piano del sedile e anche
dei tavoli, così come talvolta succede in alcune
conformazioni organiche e vegetali.
L'industria che realizza la gran parte degli oggetti e
dei mobili di Aalto, da quelli ideati in occasione delle
grandi opere architettoniche del suo esordio fino agli
altri più recenti, è l'Artek. Questa ditta è una
azienda sui generis . Il suo scopo principale
era quello di sperimentare, produrre e distribuire i mobili
di Aalto. Ma oltre a ciò essa si pose come un centro
completo di cultura, interessato a promuovere le arti figurative
e il cinema non meno che l'arredamento e il design. Come è stato
osservato, << cosciente dei pericoli della serializzazione,
tenta attraverso l'Artek di controllare la ripetizione
dell'oggetto nella consapevolezza del rischio di una diminuzione
del suo valore estetico e di un consumo troppo veloce e
superficiale. Pensava che i suoi oggetti dovessero avere
la stessa qualità delle litografie: non troppo numerose,
per contenerne gli effetti, né troppo limitate,
per non valorizzarle in un senso a loro estraneo >> .
Aalto, Hugo Alvar Henrik, architetto e urbanista nato a
Kuortane, Finlandia, nel 1898 e morto a Helsinki nel 1976,
viene considerato come maestro della "seconda generazione" degli
architetti moderni.
La cultura contadina Finlandese influenza il suo Design
Nella sua adesione spontanea alla non figuratività razionalista è assente
quel valore di rottura polemica con il passato propria
degli architetti di quell'indirizzo. Piuttosto che creare
una censura con la tradizione architettonica, Aalto preferisce
collegarsi alla cultura contadina finlandese, autonoma
rispetto all'area di influenza della tradizione classicista,
dall'inizio di una scuola architettonica nazionale, consapevole
della realtà economica, sociale, geografica della
Finlandia, sviluppando, quindi, una posizione individuale
che muove dall'osservazione quotidiana dei fattori esterni
di cui l'architettura si fa oggetto e non soggetto; puntando
l'attenzione soprattutto su una sempre più adeguata
soluzione di problemi tecnici ed estetici insieme.
Quando si iscrisse al Politecnico
di Helsinki , Alvar
Aalto veniva dalla periferia. Infatti la capitale
finlandese, con il delicato stile neoclassico del
suo centro storico e i lunghi viali fin de siècle ,
gli comunicava un senso di disagio visto che era abituato
a ben altro, essendo lui cresciuto tra laghi e foreste,
a contatto col vento e col grande freddo del profondo nord.
Conseguita la laurea nel 1921 , se ne tornò nella
sua appartata provincia. Ma fu proprio dai luoghi della
sua infanzia che iniziò la sua ascesa in campo internazionale.
Dal padre, contadino, aveva ereditato il rispetto per la
cultura indigena e una profonda venerazione per
la natura . Di suo aggiunse uno straordinario istinto creativo
.
Quello stesso istinto creativo che lo avrebbe trasformato
ben presto in uno dei quattro padri dell'architettura del
ventesimo secolo, accanto a Le Corbusier , Mies
van der Rohe e Frank
Lloyd Wright . Aalto iniziò la
sua carriera di progettista sotto l' influenza del
neoclassicismo a cui resterà sempre legato
inconsciamente, ma ben presto la sua
vena poetica inclinò verso
un funzionalismo d'impronta tipicamente nordica. Non sopportava
l'esibizionismo, solamente a Elisa, la seconda moglie,
consentiva di contravvenire a questa sua norma, con grandi
cappelli di paglia.
Se Le Corbusier era un "atleta della lingua" come
fu detto da qualcuno, Aalto non ha lasciato testi altrettanto
poetici, ma di sicuro massime illuminanti. "Il
5 per cento è ispirazione, il 95 per cento traspirazione,
cioè sudore e fatica" ripeteva spesso,
così come disse più volte nella sua vita: "è inevitabile
che in un edificio ci siano delle imperfezioni" .
Costruiva, costruiva... e pareva che ogni volta ricominciasse
da zero. Non partiva da schemi prestabiliti. Aveva un sacro
rispetto del contesto , attribuiva, infatti, la massima
importanza alla modellazione dello spazio interno
in relazione all'ambiente.
L'uso originale dei materiali
Forse è questo il motivo per cui la sua opera,
a distanza di moltissimi anni, si presta, di volta in volta
ad interpretazioni ed etichette diverse:
una volta razionalista , una volta funzionalista , ma anche
neobarocca , ecc..
Ed ecco anche perché spesso, parlando della sua opera, viene fuori l'aggettivo "umano" .
L'attenzione posta al dato naturale e l'importanza assegnata alla modellazione
dello spazio interno comportarono successivamente un'elaborazione del linguaggio
che escludeva astratti geometrismi. Con l'uso originale dei materiali e dei
fattori naturali, mediati da una geniale tecnologia, Aalto ha completato la
caratterizzazione dello spazio interno, ponendolo in grado di relazionarsi
con l'ambiente naturale. Il maestro finlandese per alcuni anni, quindi, si
era occupato prevalentemente di architettura collaborando con un gruppo di
architetti finlandesi che fin dall'inizio del secolo si erano occupati di progettazione
e di design interessandosi anche alle esperienze contemporanee.
In questo ambito aveva avuto l'opportunità di costruire
alcuni edifici pubblici, per l'arredamento dei quali aveva
creato anche una serie di mobili o, come lui stesso li
definiva, di accessori architettonici che, pur
rispondendo alle prioritarie esigenze di produttività,
economia e funzionalità, presentavano anche caratteristiche
molto raffinate. Si trattava di mobili costruiti utilizzando
materiali tipici della tradizione scandinava, di grande
praticità e leggerezza, facili da spostare e immagazzinare:
sedie e sgabelli, per esempio, erano sovrapponibili.Alcuni
mobili di Aalto sono realizzati con il tubolare di acciaio
cromato, come ad esempio un divano letto del 1930, formato
da una grossa imbottitura per il sedile e da una struttura
in metallo su cui poggia la spalliera. Un altro mobile
di grande interesse è la poltrona con telaio di
legno, in sostituzione della precedente struttura in acciaio
cromato. Il modello di poltrona creato per il sanatorio
di Paimio verso il 1930 ha un telaio chiuso, formato lateralmente
da due fasce continue di betulla, collegate da alcune traverse.
La base risulta piuttosto rigida, ma la poltrona ha comunque
una grande elasticità, perché il foglio di
compensato impiegato per il sedile e lo schienale presenta
due ampie curve alle estremità, che fissate alle
traverse, danno luogo ad un particolare molleggio. Un altro
esempio di telaio chiuso è quello del carrello disegnato
nel 1936 con i piani di appoggio in laminato plastico.
Una variazione di questo modello ha il piano superiore
più corto e un cesto collocato sotto il manico al
posto del piano inferiore. Aalto realizzò, qualche
anno dopo, una poltrona a telaio aperto, in cui le fasce
di legno della base di appoggio proseguono verso l'alto
curvandosi a formare i braccioli. Queste fasce sono svincolate
dal punto di attacco dello schienale, e sono perciò libere
di oscillare. Il sedile è fatto, nelle varie versioni,
di materiali diversi, dal laminato di legno alle cinghie
di pelle di tessuto, intrecciate su uno stretto telaio.
Conclusione personale
Dal punto di vista tecnico, quindi, il contributo più originale
di Aalto consiste nell'utilizzazione del legno, ma con
procedimenti nuovi (come per esempio quello del legno modanato che
mise a punto fin dagli anni '30), dimostrando così,
che questo materiale aveva un suo posto nell'architettura
moderna. Aalto credeva fortemente in un design "umanistico";
per questo rifiutò materiali artificiali come il
tubolare metallico nei mobili, che secondo lui non si accordavano
con la condizione umana.
Aalto credeva che il design non dovesse solo avere requisiti di funzionalità,
ma dovesse anche rivolgersi ai bisogni psicologici dell'utente e che ciò si
potesse ottenere al meglio tramite l'uso di materiali naturali, in particolar
modo il legno, che egli descrisse come "la forma ispiratrice, il materiale
profondamente umano". La vita e l'opera di Aalto furono celebrate dal
Museum
of Modern Art di New York con tre esposizioni tenute nel 1938, nel 1984
e nel 1997.
Le opere di Alvar Aalto
- La torre campanaria Kauhavala (
1921 - 1923 )
- Finlandia
- L'Ospedale Municipale di Alajärvi
( 1924 - 1928 )
- Finlandia
- La sede del Corpo della Difesa di Jyväskylä (
1926 - 1929 )
- Finlandia
- Il teatro di Turku (
1927 )
- Finlandia
- La Chiesa Töölö di Helsinki
( 1927 )
- Finlandia
- Il sanatorio di Paimo ( 1929 - 1933 )
- Finlandia
- La fabbrica di Oulu ( 1930 )
- Finlandia
- L'Ospedale Centrale Universitario di Zagabria
( 1931 ) - Croazia
- La biblioteca di Vijpuri ( 1932 - 1934
) - Finlandia
- La biblioteca municipale di Vyborg ( 1933
- 1935 ) - Russia
- La casa a Munkkiniemi ( 1936 )
- Finlandia
- Il padiglione della Finlandia all'esposizione
di Parigi ( 1937 )
- Francia
- Le case a schiera di Kauttua ( 1937 )
- Finlandia
- La "Villa Marea" a Noormarken ( 1938 )
- Il padiglione della Finlandia all'esposizione
di New
York ( 1939 )
- USA
- I piani regolatori per Svezia e Finlandia
- La casa dello studente "Baker" dell'Istituto
di Tecnologia del Massachusetts (MIT)
a Cambridge ( 1947 )
- USA
- Il municipio di Säynätsalo (
1950 ) - Finlandia
- Il centro culturale di Siena ( 1966 )
- Italia
- La Chiesa di Riola di Vergato Bologna 1973
- Italia
- La Casa della Cultura di Helsinki ( 1952
- 1958 ) - Finlandia
- Il centro di cultura di Wolfsburg ( 1958
- 1963 ) - Germania
- La Finlandia Hall di Helsinki
( 1962 - 1971 ) - Finlandia
- La Mount Angel Abbey Library di
Mount Angel ( Oregon )
( 1970 )
- USA
- L'area universitaria di Reykjavik ( 1975
- 1976 ) - Islanda
- Il campus dell'Università tecnica
di Helsinki (?) - Finlandia
Scritto da Cirosan, Rendering
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