sede della scuola Bauhaus
Pagina 4 / 4

Bauhaus a Dessau



Bauhaus nella sua sede di Dessau

Il trasferimento del Bauhaus a Dessau nel 1924 dà a Gropius la possibilità di progettare e arredare la nuova sede insieme ai colleghi e agli allievi. L'edificio, più di ogni altra cosa, doveva costituire il manifesto concreto della scuola e, infatti, è uno dei più riusciti esempi del nuovo stile architettonico Bauhaus sede Dessau-razionalista- che negli anni Venti si stava affermando a livello internazionale. Il metodo di costruzione è razionale, all'insegna della funzionalità organizzativa di spazi e volumi e il risultato è uno straordinario equilibrio compositivo, frutto di un rigoroso studio delle funzioni, di grande abilità tecnica e coerenza nell'uso dei materiali. Diceva Gropius: "Una costruzione che scaturisca dallo spirito attuale si allontana dall'apparenza rappresentativa della facciata simmetrica"; questa convinzione prende vita con la realizzazione del progetto della sede di Dessau: un complesso dalla volumetria articolata ottenuta con l'assemblaggio di più corpi geometrici dai volumi squadrati. I vari blocchi sono collegati da corridoi coperti e sono destinati a ospitare le varie attività della scuola: laboratori, scuola tecnica, uffici amministrativi, alloggi-atelier per gli studenti. Le ininterrotte pareti vetrate rispondono al criterio della funzionalità, poiché di giorno illuminano al meglio gli ambienti, ma nelle ore serali trasformano gli edifici in suggestivi cubi luminosi.

Descrizione tecnica di Dessau

progetto dessau La struttura è articolata in due volumi a forma di rigoroso parallelepipedo: in uno vi sono le aule per le lezioni, nell' altro i laboratori per le esercitazioni pratiche. I due settori sono tra loro collegati tramite un lungo corpo sospeso su pilastri in calcestruzzo armato che ospita gli uffici amministrativi e della segreteria. Sotto questo ponte coperto passa la strada di accesso al Bauhaus; un po' discosto dal resto sorge la palazzina a cinque piani, dove sono riunite le camere e i servizi per gli studenti interni, collegato alla struttura principale da un basso corpo di fabbrica. Nel suo insieme la sede di Dessau ha la forma di due "L" incastrate fra loro, mentre i prospetti rinviano inequivocabilmente alle funzioni che si svolgono in quei locali: grandi vetrate per i laboratori (maggior soleggiamento possibile), lunghe finestre a nastro per le aule e l'amministrazione, finestre, portefinestre e balconcini per l'ostello. Gli unici materiali visibili sono il vetro, il ferro e l'intonaco bianco e non esistono cornici né altri elementi decorativi non direttamente necessari alla struttura. L'innovazione tecnologica che Gropius introduce qui, come in altri suoi progetti, è il così detto angolo di vetro. L'impiego del calcestruzzo armato fa sì che i solai dei vari piani siano come grandi piastre libere, rette da pochi pilastri posti all'interno della costruzione. Così la ripartizione degli spazi ai vari piani è svincolata da qualsiasi obbligo: le pareti, perdendo la loro funzione statica, sono ridotte a semplici setti divisori, quindi possono essere disposte a piacere dal progettista secondo le necessità. Questo modo di costruire consente di arretrare i pilastri rispetto alle facciate che, in tal modo, possono essere vetrate fino agli spigoli. La presenza di vetrate continue ha significati sia funzionati che ideologici. Nel primo caso consentono una migliore illuminazione, quindi condizioni di maggiore igiene abitativa e lavorativa. Nel secondo caso, il vetro e il cristallo sono simboli espressionisti di chiarezza di pensiero e pulizia morale. Se le case saranno tutte di cristallo, teorizzavano utopisticamente i Razionalisti, anche i nostri comportamenti alloro interno saranno perfettamente giusti e trasparenti. E in fabbriche di cristallo non potrà essere possibile lo sfruttamento dei lavoratori, così come nelle scuole di cristallo il sapere sarà impartito in modo leale e democratico, senza prevaricazioni né preconcetti.

La Torre del fuoco di Itten

Itten - Torre del FuocoLa Torre del fuoco di Johannes Itten era un'architettura dal contenuto fortemente simbolico che, come la Cattedrale di F eininger, rispecchiava le idee portanti del programma del Bauhaus di Weimar. Dal punto di vista costruttivo, la forma a spirale della torre è ottenuta con la sovrapposizione di dodici cubi la cui grandezza decresce procedendo verso l'alto della costruzione. Gli spigoli, non combacianti, sono raccordati da sezioni coniche in vetro colorato. La torre era collocata nel parco di Weimar di fronte all'atelier di Hitten, un edificio oggi in rovina noto come Casa dei templari; l'opera è andata distrutta negli anni Trenta e le conoscenze attuali sull'originale sono carenti soprattutto riguardo al cromatismo della torre.


Il design del bauhaus

Dal Bauhaus escono molti oggetti d'arredamento e di design che sono entrati di diritto a far parte del gusto contemporaneo, tanto da essere ancora oggi in produzione. Ciò è dovuto al forte binomio che Breuer - Poltrona Barcellonaracchiudono in sé, quello tra purezza della forma e evidenza della funzione. Un chiaro esempio è la celebre Poltrona Barcellona di Ludwig Mies van der Rohe che, nonostante i settant'anni d'età, sembra essere destinata a non invecchiare mai. Realizzata in occasione dell'Esposizione Internazionale di Barcellona del 1929, ha una forma disegnata esclusivamente dalla funzione, quindi non è legata al gusto e alla moda di una determinata epoca storica. La scocca si compone esclusivamente di un'esile struttura in acciaio piegato e saldato a croce, tanto semplice quanto straordinaria. Marcel Breuer, responsabile del settore arredamento dal 1924 al 1928, è l'artefice della progettazione di molte sedie e poltrone in tubolare metallico, ancora oggi imitatissime nella linea.

poltrona Vasilij Kandinskij La più famosa è la Poltrona Vasilij, significativamente dedicata all'amico Vasilij Kandinskij: composta da soli sei elementi di tubolare sagomato, sono tra loro assemblati a freddo da semplici viti cromate. La seduta, i braccioli e lo schienali sonno dati da sette fasce di stoffa cucita direttamente sul tubolare. Il risultato è, quindi, un oggetto di design elevato, ma a un prezzo contenuto, accessibile a tutti.

In occasione della mostra di Weimar del 1923, Joost Schmidt realizza il manifesto per l'esposizione, Disegno Bauhausgiocando sui colori arancio e nero. Queste tonalità rientrano in pieno "stile Bauhaus" grazie al loro carattere deciso e nettamente contrastante; lo spirito della scuola è incarnato anche dall'uso non descrittivo del segno grafico, dall'uso di più Corpi e caratteri e dall' interdipendenza tra testo e immagine. Tra i nomi dei maestri che hanno insegnato al Bauhaus compaiono anche quelli di Vasilij Kandinskij e PauI Klee. Insieme sono considerati gli inventori dell'astrattismo lirico e spiccano per la ricerca artistica nel senso dell'autonomia del colore e del segno. Durante gli anni del Bauhaus di Dessau, Kandinskij pubblica un'opera di rilievo dal titolo Punto, linea, superficie (1926), frutto di ricerche nel campo della geometrizzazione costruttivista. I suoi dipinti di quegli anni si distinguono per una marcata preferenza per i motivi geometrici, come il quadrato e il cerchio, in accordo con le tendenze razionaliste della scuola.

Bauhaus e fotografia

bauhaus fotografiaLa "immagine" che abbiamo oggi del Bauhaus ci viene fornita ampiamente dall'immagine fotografica; molto di ciò che un tempo è stato realizzato lo conosciamo solo come riproduzione fotografica, in quanto gli originali sono andati persi. Il panorama complessivo della fotografia del Bauhaus che ci è stato trasmesso spazia dalla fotografia professionale di architetture e oggetti (Licia Moholy, Erich Consemiiller), alla fotografia di palcoscenico (T. Lux Feiniger), all'inserimento della fotografia nella tipografia e nella pubblicità (Herbert Bayer) fino agli esperimenti artistici, che comprendevano l'impiego delle tecniche di montaggio e collage, o di fotogrammi (Laszlo Moholy-Nagy, Marianne Brandt). Gran parte delle fotografie nacquero come fotografie di circostanza, ovvero come istantanee, ottenendo, in parte, dei risultati straordinari. Infine, il mezzo era essenziale per il lavoro del Bauhaus.

bauhaus fotografi Tuttavia bisogna sottolineare che il Bauhaus non era una scuola di fotografia. Solamente a partire dal 1929 si iniziò ad insegnare regolarmente questa materia. Naturalmente la gran parte degli artisti del Bauhaus già da prima faceva fotografie. E' da tempo risaputo che di fotografia Bauhaus, in quanto fenomeno uniformato e omogeneo - anche stilisticamente - si può parlare ben poco, come solitamente si è fatto e si fa, assumendo e conseguentemente fuorviando, riguardo ad altri ambiti della creazione, come l'architettura e l'arte Bauhaus. Attualmente il fenomeno si presenta troppo differenziato nello stile, stratificato nel contenuto e in parte piuttosto contrastante. Poiché l'istituzione era costantemente aperta agli influssi, anche la fotografia Bauhaus era conseguentemente esposta a diverse influenze. Ne risultarono fotografie con riferimenti contenutistici diversi e dalla differente qualità fotografica Un fenomeno che oggi dobbiamo osservare è l'ininterrotta suggestività che emanano i prodotti del Bauhaus, architettura inclusa.

In particolar modo l'edificio del Bauhaus a Dessau non è un mero "Oggetto di desiderio" per i turisti con ambizioni fotografiche, bensì un motivo amato e sempre una sfida per molti fotografi e artisti della fotografia. Accanto alla qualità architettonica insita in questa architettura e alla popolarità fortemente sviluppata anche attraverso i media, è anche la forza delle fotografie che ci sono pervenute dagli anni venti che determina il fascino dell'edificio del Bauhaus per gli artisti moderni.

Inizio articolo (1/4) : Scuola Bauhaus - Storia


Argomenti attinenti a questa pagina sono:


Valid XHTML 1.1