"Formiamo dunque una nuova corporazione
di artigiani... Impegniamo insieme la nostra volontà, la nostra inventiva,
la nostra creatività nella nuova costruzione del futuro, la quale sarà tutto
in una sola forma: architettura, scultura e pittura e, da milioni di mani
di artigiani, si innalzerà verso il cielo come un simbolo cristallino di
nuova fede che sta sorgendo!"
Walter Gropius, Manifesto-programma (1919)
L'esempio a cui si rifaceva il Bauhaus
veniva dall'Arts and Crafts Movemen, un movimento nato
in Inghilterra nell'Ottocento come reazione allo scadimento qualitativo
ed estetico degli oggetti di uso comune imputabile all'incontrollata
industrializzazione. Fine dichiarato dell'Arts
and Crafts era riportare in vita un'arte "del
popolo e per il popolo", sul modello dei manufatti prodotti nelle botteghe
medievali, un'idea che sarà poi all' origine delle vicende che condurranno
alla fondazione del Bauhaus. Impegnata a strappare all'Inghilterra
il primato in campo produttivo, la Germania accolse le idee dell' Arts
and Crafts, sfrondandole dalla romantica nostalgia per un artigianato
preindustriale, poco confacente alla sua nuova vocazione imprenditoriale.
Migliorare qualitativamente il lavoro dell'industria divenne una delle
parole d'ordine della Confederazione germanica di arti e mestieri, un'
associazione di artigiani, industriali e artisti fondata a Monaco nel
1907, della quale nel 1912 entrò a far parte il giovane architetto Walter
Gropius. Quello
stesso Gropius che solo cinque anni più tardi avrebbe decretato la morte
di tale Confederazione e avrebbe insistentemente richiesto che gli fosse
affidata la direzione della Scuola di artigianato artistico di Weimar.
La parallela aspirazione dell' Accademia di belle arti di quella stessa città di dotarsi di corsi di architettura e artigianato artistico determinarono la decisione governativa di riunificare i due istituti. Nasceva così il Bauhaus statale di Weimar, la cui direzione fu affidata per l'appunto a Gropius. Sul manifesto-programma della nuova scuola, diffuso in tutta la Germania nel 1919, campeggiava la xilografia di Lyonel Feininger raffigurante una cattedrale , intesa come simbolo dell'opera d'arte totale e dell'unità sociale. Quella che stava nascendo era, nelle intenzioni di Gropius, una comunità di lavoro simile a quelle dei costruttori di cattedrali, in cui tutti i saperi, artistici e tecnici, intellettuali e manuali avrebbero concorso, al medesimo livello, alla realizzazione dell'opera. Il traguardo, reale e simbolico al tempo stesso, era un "costruire" (bauen) - da apprendere appunto nella "casa dell'edilizia" (Bauhaus) -, che fosse essenzialmente mezzo per trasformare la vita.
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